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Percorrendo per circa 30 km la SS 115 in direzione Agrigento, oltrepassato il fiume Platani, si incontra sulla destra la strada che conduce al sito archeologico di Eraclea Minoa ed all’annesso Antiquarium. Il sito sorge sulla collina di Capo Bianco, sovrastante la foce del fiume Platani, luogo di incantevole bellezza. Poco oltre Montallegro.
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Uscendo da Sciacca in direzione nord si imbocca la strada che conduce, percorrendo circa 19 km., a Caltabellotta, dominato dalle vestigia del Castello. Al centro dell’abitato è di notevole interesse la Matrice del XIII secolo e, poco fuori dall’agglomerato urbano, l’Eremo di San Pellegrino del sec XVII. Usciti dal paese, si incontra un bivio, si devia a sinistra per raggiungere Chiusa Sclafani. Inerpicandosi per una strada tortuosa, per circa 4 km, si arriva a Giuliana alla cui sommità dell’abitato svetta il Castello, all’interno della sua cinta muraria sussistono anche la chiesa ed il monastero della SS. Trinità.
Sul pianoro a nord si trova la Matrice, ricostruita nel secolo scorso in stile neogotico. Ritornando verso Chiusa Sclafani si dirige verso Bugio raggiungibile percorrendo circa 16 km. A Burgio è attivo l’artigianato della ceramica, dai tipici colori giallo e verde, e vi è l’unica fonderia di campane della Sicilia. Il Castello risalente al XII secolo, è adibito a spazio espositivo. Proseguendo verso sud per la SS 386 si raggiungono Calamonaci e Ribera, importante centro agricolo per la produzione della frutta.
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Porto Palo di Menfi fu il porto orientale della città greca di Selinunte. Oggi è un villaggio di pescatori e luogo di villeggiatura con spiccata vocazione turistica, dominato da una cinquecentesca torre di avvistamento. Percorrendo la strada in direzione Menfi, dopo circa 3,5 km si devia a sinistra, in direzione Selinunte e lambendo la riserva Foce del Fiume Belice e Dune Limitrofe, si incontra la SS 115 dir. e dirigendo verso Marinella, dopo circa 5 km, si giunge al parco archeologico di Selinunte suddiviso in Acropoli, protesa verso il mare, e Collina orientale. Il parco archeologico, esteso 270 ettari, è fra i più grandi del mondo ed al suo interno si trovano numerose testimonianze: templi, case, fortificazioni ed un impianto urbano ancora leggibile.
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Lasciato l'approdo dopo circa 7 km si giunge a Menfi, centro agricolo della valle del Belice noto per la produzione vinicola, ricostruito dopo il sisma del 1968, come gli altri centri di questo itinerario. Lasciata Menfi, incrociata la SS 115, si prosegue per una strada tortuosa lunga circa 9 km, raggiungendo la SS 188 che, percorsa per 6 km, conduce a S. Margherita Belice, altro comune legato al Parco del Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa che ha sede nel restaurato palazzo Cutò appartenuto al principe scrittore.
Proseguendo in direzione Montevago per circa 5 km sulla 188 si raggiunge il piccolo centro interamente ricostruito, e noto per gli importanti stabilimenti termali "Acqua Pia". Da Montevago soltanto pochi chilometri separano il paese da Partanna, altro centro della valle del Belice che conserva un imponente Castello che ebbe origine nel secolo XIV.
Proseguendo lungo la strada panoramica e oltrepassando il comune di Santa Ninfa si raggiungono i ruderi di Gibellina. Fra questi sono ancora visibili le tracce dell'antica città distrutta dal terremoto nel 1968. Il Cretto di Gibellina è stato realizzato da Burri utilizzando una parte delle macerie della città e inglobandole all'interno di involucri di gesso bianco disposti seguendo il vecchio tracciato urbanistico della città. Questa sistemazione estremamente suggestiva, fa da sfondo ad un teatro all'aperto dove tutte le estati si rappresenta un festival che ripropone i miti mediterranei attraverso opere teatrali classiche e contemporanee. La città nuova di Gibellina è stata ricostruita poco distante dal sito originario a circa 7 km. Alla progettazione ed alla edificazione hanno partecipato architetti, scultori e pittori di fama internazionale, che insieme hanno dato vita ad una grande città-museo. Da Gibellina si raggiunge Salemi, vivace centro agricolo dominato dal Castello federiciano.
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Da Porto Palo, oltrepassata Menfi ci si dirige verso Sambuca di Sicilia percorrendo circa 18 km soffermandosi presso l'Oasi LIPU Lago Arancio situata sul percorso. E' un bacino artificiale sul fiume Carboj, luogo ideale per la sosta e lo svernamento di migliaia di uccelli. Quando il livello delle acque s'abbassa compaiono i resti del fortino di Mazzallakkar, costruzione fortificata di origine araba. Proseguendo si raggiunge Sambuca di Sicilia, dove ancora si ammira un esempio integro di urbanistica islamica dominato dai resti di una torre araba. Fra le chiese rinascimentali e barocche, il palazzo Panitteri ospita un museo delle cere.
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