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Di acqua ne è passata sotto i nobili porticati di Santa Margherita, un tempo casale Manzil-Sindi, fortilizio eretto a difesa di tutto il territorio. Certo, molto di più si sa della sua storia recente, per così dire, di quando nel 1572 Antonio Corbera edificò il "nuovo" centro abitato proprio sui ruderi del casale. E poi giunsero i Filangeri, principi di Cutò, di cui oggi è visitabile il magnifico palazzo, una delle principale mète turistiche della città. Perché questa fastosa dimora, prima ancora di essere conosciuta per la parte importante che ebbe nella vita del centro urbano, riporta alla memoria un nome, quello di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo "Il Gattopardo". Santa Margherita è "il paradiso terrestre e perduto della mia infanzia", ne "I Racconti", e al contempo la "Donnafugata" nell'opera "Il Gattopardo". Oggi è sede del Parco del Gattopardo, ispirato all'omonima opera letteraria. Infatti, nel Palazzo Filangeri di Cutò si può visitare il Museo de "Le Cere del Gattopardo" con frammenti narrativi-multimediali dell'opera tomasiana. Nel mese di agosto, il Palazzo ospita il "Festival Gattopardiano" con eventi di musica e teatro e con il prestigioso Premio letterario G. Tomasi di Lampedusa. Oltre alla cultura, la città è ricca di tradizioni gastronomiche con protagonisti il "Ficodindia" e la "Vastedda del Belice". Altri luoghi di visitare sono la Villa del Gattopardo, la Villa Comunale, l'ex Chiesa Madre costruita alla fine del '600.
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