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Affluivano da Caltabellotta i contadini che scendevano a valle, nelle terre fertili abbracciate dai fiumi Verdura e Magazzolo, zona in cui sorse San Nicola che, piano piano, si riempì di case. Fu il principe di Paternò conte di Caltabellotta Luigi Giglielmo Moncada a volerlo comune. E tanto ridente era il luogo, tanto bella la natura rigogliosa della valle su cui si protendeva, che al nuovo centro abitato venne dato il nome della moglie del principe, Maria Afàn de Ribera, figlia del Vicerè duca di Alcalà. Da allora la sua natura non è cambiata. Fertile era la valle nel 1630 e fertile è ancora, tanto che i suoi prodotti sono famosi in tutto il mondo. Le arance (Washington Navel), per esempio, hanno preso dal luogo una particolare qualità di dolcezza e fragranza, come se all'interno degli agrumi qui coltivati trovasse modo di riflettersi almeno un po' della bellezza paesaggistica. Bellezza e gusto, quindi, ancora ingredienti base della ricca tradizione gastronomica della città delle arance in cui nel 1818 nacque Francesco Crispi. Ma le attività commerciali di Ribera, oltre alla sua arancia chiamata "Riberella", sono le attività agro-turistiche; il vino e l'olio sono magnificamente contestualizzati in un territorio naturalistico dove prevale il mare con le sue borgate: Seccagrande, Borgo Bonsignore, Piana Grande e Torre Verdura. Da ricordare che tra gli aranceti sorgono gli splendidi ruderi del Castello medievale "Poggio Diana"
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