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Sorgeva su un ampio pianoro a dominare il basso corso del Fiume Belice, lasciando spaziare lo sguardo da Monte Jato fino a Selinunte. Sorgeva lì fin dal 1636, voluta, così si dice, da un sogno di Don Rutilio Xirotta. E venne portata via dall'incubo di una notte del 1968, un incubo che, però, non è riuscito a cancellare la ferrea volontà di un popolo che ha ricostruito la propria città tra le stesse bellezze naturali, proprio vicino ai resti della grandiosa Chiesa Madre, fondata nei primi del '700 e dedicata ai SS. Pietro e Paolo. I quadri che la impreziosivano, opere di grande valore, sono oggi conservati nella nuova Chiesa Madre. Oggi Monte-vago è una moderna cittadina, ampia, ariosa e abbellita da nuove opere d'arte quale il "Sole Deposto" di Giò Pomo-doro e "L'Abbraccio" di Loren-zo Cascio, ed opere di Franco Panella e del mosaicista rumeno Marin Deaconu. Fiore all'occhiello di Montevago è l'incantevole centro termale "Terme Acqua Pia", piscina termale a cascata alimentata con l'acqua che sgorga ad una temperatura di 40°. Ad ottobre si può visitare l'annuale sagra del vino con degustazioni di prodotti tipici e spettacoli. Le antiche tradizioni enogastronomiche offrono anche un olio estratto dalla Nocellara del Belice, riconosciuta DOC, il cui gusto sembra ancora oggi trattenere il profumo della vita che si svolgeva, a misura d'uomo, in quel sogno di Don Rutilio.
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