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Agrigento
E' forse il sito archeologico più rinomato di tutta l'isola è costituito dai reperti e dagli esempi ancora visibili dell'architettura classica. Già la storia di tutta la città offre innumerevoli elementi, a partire dalla sua fondazione dovuta ad Aristineo e Pistillo nel 580 A. C. che diedero all'insediamento il nome di Akragas, dal fiume che scorre nelle vicinanze. Anche se dalla datazione si evince che la città fu una degli ultimi avamposti greci nell'isola, essa assunse ben presto una sempre crescente importanza tanto da diventare col tempo una delle colonie più importanti della Magna Grecia.
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Heraclea Minoa
Posta tra Agrigento e Sciacca vicino al fiume Platani, ha una storia molto travagliata, dovuta innanzitutto dalla sua posizione di confine tra l'area punica e quella greca. Il ritrovamento della tomba di Minosse dà maggior credito alla leggenda che la città fu fondata da Minosse stesso, la città acquistò la sua libertà con il trattato di Timoleonte, nel 339 A.C.. Essa fu poi abbandonata nel primo secolo Avanti Cristo.
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Selinunte
Oggi stazione archeologica famosa ma in passato antica polis fondata nel VII secolo A.C. dai Dori, distrutta dai Cartaginesi prima del passaggio dei Romani, ridotta ad acropoli e poi dimenticata fino al 1800, quando iniziarono i seri scavi e studi archeologici. Il nome deriva da quello del prezzemolo selvatico, detto selinon, assai diffuso nella zona, e che si trova inciso sulle monete della città. Raggiunse nel V secolo straordinario sviluppo e floridezza, più volte distrutta dai Cartaginesi e ricostruita dagli abitanti fu ridotta in cumulo di macerie da un violento terremoto.
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Cave di Cusa
Testimonianza dell'immane lavoro degli schiavi e delle maestranze della zona ed in cui i lavori iniziarono nel VI secolo, per poi interrompersi con il già citato arrivo dei Cartaginesi. La bellezza del sito archeologico è arricchita da una natura che fa da sublime cornice, il regno di uliveti, madorli e alberi di fico.
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Segesta
Testimonia il passaggio degli Elimi in Sicilia, oltre alle città di Erice ed Entella. Gli elementi storici a nostra disposizione ci fanno supporre che gli Elimi erano dei profughi Troiani fuggiti dopo la distruzione delle loro città e forse costretti ad approdare in Sicilia dove si unirono ai Siculi.
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Erice
E’ un altro sito archeologico attestante il passaggio degli Elimi nell'isola, la sua storia comprende anche il suo coinvolgimento nelle lotte di supremazia tra Cartaginesi ed i Greci presenti nell'isola. I Cartaginesi la distrussero in parte. La città subì anche la dominazione romana nel 241 A.C. e conobbe un periodo di maggiore fortuna sotto la presenza araba e poi quella normanna.
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Motia
I resti archeologici attestano le sue origini databili intorno al VII secolo A.C.. L'isola è nota come antica comunità fenicio-punica e conobbe anche la dominazione di Dionisio I. Tra i vari reperti archeologici qui presenti si possono citare i resti di un antico Santuario a tre navate risalente al VI secolo, una necropoli con varie tombe ad incinerazione, un tophet dove i bambini destinati come sacrificio alle divinità erano bruciati -le loro ceneri erano poi conservate in piccole urne accompagnate da statuette e maschere, una casa nota con l'appellativo di "La casa dei mosaici" per il suo pavimento a mosaici rappresentanti vari felini in lotta con altri animali.
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