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  Home > Slowagando > Parchi Letterari
TomasiGiuseppe Tomasi di Lampedusa
 
Il Parco Letterario intitolato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse Il Gattopardo, si estende a Santa Margherita di Belice nello splendido palazzo Filangeri Cutò, dove trascorse l'infanzia e a Palma di Montechiaro, feudo di famiglia. Tre luoghi che sono insieme scenari delle pagine del suo romanzo più famoso e importanti tessere della intensa sensibilità dell'autore. Pubblicato nel 1958 dopo la sua morte, fonte d'ispirazione per il film di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon, "Il Gattopardo" narra la storia del principe di Salina e della sua famiglia nella Sicilia dello sbarco dei Mille all'alba della fine di un regime e rappresentò un caso letterario clamoroso. Uomo di grandi contraddizioni, aristocratico e siciliano nel profondo, Tomasi sapeva però essere spietatamente critico nei confronti della sua terra e della classe sociale a cui apparteneva. Il Parco è un'articolazione di suggestioni e di luoghi. Come Palermo, fascinosa ed enigmatica città che "il Gattopardo "descrive in uno dei ricorrenti momenti di transizione e di grandi cambiamenti che una magia tutta siciliana riesce a riassorbire in immobilità. Gli itinerari del Parco Letterario la percorrono per gran parte del centro storico includendo la residenza della famiglia Tomasi e villa Boscogrande, set di alcune scene del film di Visconti. La sede palermitana del Parco Letterario è a ridosso della storica piazza Marina, vicina al palazzo in cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa visse l'ultima parte della sua vita.
 
PirandelloLuigi Pirandello
 
"…sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui." Queste le ultime volontà di Luigi Pirandello (1867-1936), che riposa oggi vicino alla sua casa natale e a quello che lui chiamava "mare africano". La casa, sita in contrada Caos, nel territorio di Agrigento, oggi è stata trasformata in museo e costituisce il cuore pulsante del Parco intitolato all'illustre autore, Nobel per la letteratura nel 1934. La memoria e il Parco si estendono fino al molo di Girgenti, oggi Porto Empedocle, dove il padre di Pirandello, facoltoso commerciante di zolfo, aveva i magazzini. Nel piccolo borgo marinaro lo scrittore trascorse l'infanzia, non perdendo in età matura l'occasione di ritornarci, per osservare la vita seduto al tavolo di un caffè della via principale del paese e popolare così la sua mente di ricordi. Anche i dintorni, con le miniere di zolfo e soprattutto la valle dell'antica città di Akragas, ricca di storia, influenzarono la vena creativa dell'autore di opere celebri come "Il fu Mattia Pascal", "Sei personaggi in cerca d'autore", "Uno, nessuno e centomila". I luoghi del Parco testimoniano lo stretto legame esistente tra Pirandello e l'ambiente che lo circondava: i suoi personaggi, infatti, rappresentano tipologie e comportamenti di persone appartenenti al mondo popolare e contadino siciliano. Quell'universo umano che costituiva il contesto sociale da cui proveniva e nel quale si era immerso volentieri dopo il suo trasferimento a Roma.
 
SciasciaLeonardo Sciascia
 
Il mondo minerario con le sue zolfatare e quello contadino, fatto di masserie e borghi nel cuore di una terra arida e assolata. La Sicilia della mafia, dei problemi della giustizia e dell'impegno civile. Questi aspetti della cultura dell'isola rivivono nel Parco intitolato a Leonardo Sciascia (1921-1989), indimenticato autore de "Il giorno della civetta" e "A ciascuno il suo". Simbolo e ideale crocevia del Parco è Regalpetra, il paese "immaginario" che fa da scenario agli avvenimenti de "Le parrocchie di Regalpetra" , opera del 1956 che contiene tutti i temi cari all'autore. Il Parco Letterario è suddivisibile in vari itinerari a cominciare da Racalmuto, il paese natale di Sciascia, dove sono visibili i suoi luoghi d'origine, per poi proseguire a Caltanissetta, dove trascorse la sua giovinezza e visse esperienze fondamentali per la formazione letteraria e civile. Qui in particolare l'atmosfera è dominata dalle zolfatare, tema caro a Sciascia come dimostra il suo racconto "La paga del sabato", incentrato sullo sfruttamento dei minatori da parte di un'industria ormai in declino. Altri itinerari riguardano le feste popolari e religiose che si svolgono durante l'anno nei comuni limitrofi alla città natale dell'autore e i percorsi fatti in treno quando era bambino. Luoghi magici per fare un viaggio nella memoria alla scoperta del fascino tipico di queste terre siciliane che tanto influirono sull'anima dell'uomo siciliano Sciascia.
 
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