Carlo Petrini Presidente di Slow Food

Slow Sea Land: Carlo Petrini “Occorre ridefinire il concetto di sviluppo assieme a politiche alimentari adeguate, il Mediterraneo malato grave, i paesi rivieraschi collaborino”. Le dichiarazioni a Mazara del Vallo. «Stiamo perdendo risorse e bene comuni, la politica dorme, spetta ai consumatori attivarsi. Serve un cambiamento di rotta, un nuovo paradigma che ridefinisca il concetto di sviluppo assieme a politiche agroalimentari adeguate».

«Il mare nostrum è un malato molto grave, stiamo perdendo un patrimonio di biodiversità inestimabile: per questo è importante puntare sulla collaborazione tra i Paesi rivieraschi». E’ questo il monito del presidente di Slow Food, Carlo Petrini, al Consiglio Internazionale di Slow Food che si è svolto nell’ambito della manifestazione Slow Sea Land, organizzata dalla “chiocciola” assieme a Regione, Distretto produttivo della Pesca Cosvap, Ice e Comune di Mazara. «Stiamo perdendo risorse e bene comuni, la politica dorme, spetta ai consumatori attivarsi. Serve un cambiamento di rotta, un nuovo paradigma che ridefinisca il concetto di sviluppo assieme a politiche agroalimentari adeguate».

In linea con la tesi di Petrini, vi è la pubblicazione, curata da Silvia Greco e Cinzia Scarfidi, “Guarda che Mare. Come salvare una risorsa”, in cui sono stati evidenziati i fallimenti delle normative Ue sul Mediterraneo. «Ci si trova in una condizione di inadeguatezza sanzionatoria – vi si legge – in quanto molti Paesi rivieraschi del Mediterraneo, non facendo parte dell’Ue, non sono tenuti a rispettare tali normative». L’altro motivo del fallimento delle politiche Ue per la pesca mediterranea è stato individuato nella «inconsistenza della base di conoscenze: proprio perché il mare è una risorsa comune anche il suo sfruttamento economico deve essere gestito in termini di responsabilità comune. Anche la dimensione minima delle maglie delle reti ha bisogno di un approfondimento scientifico e di un impegno di carattere tecnologico.

Stabilire una dimensione della maglia considerando la rete in una situazione di riposo è fuorviante, perché le maglie di una rete in azione durante lo strascico, modificando la loro forma e dimensione, non corrisponderanno più a comportamenti previsti a tavolino». Al Consiglio internazionale di Slow Food in Sicilia hanno partecipato 50 rappresentanti da 14 Paesi: «A ottobre – ha detto Petrini -celebreremo il nostro congresso internazionale a Torino, aprendoci ai rappresentanti delle comunità del cibo di Terra Madre, una rete di contadini, pescatori, trasformatori attenti al cibo buono, pulito e giusto. Questo Congresso segnerà un passaggio storico.

Negli ultimi quattro anni Slow Food è cresciuta e ha soci in 170 Paesi: è arrivato il momento di rinnovare gli organismi con i rappresentanti delle comunità del cibo di Terra Madre e di ribadire la centralità del cibo. Non è un caso che l’ultimo Consiglio internazionale si tenga in Sicilia: questa regione ha contribuito ad arricchire la tradizione gastronomica italiana». Petrini ha poi sottolineato che «non ci sono più contadini, nel mondo si sprecano 4mila tonnellate di cibo al giorno mentre l’altra parte del pianeta muore di fame: dobbiamo sostenere politiche che consentano un ritorno alla terra. Il cibo non può essere considerato una merce: occorre agire sui comportamenti individuali per restituire valore ai prodotti della terra».

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